Le grandi questioni
Nell'ambito delle sue aree di competenza, lo Studio S&P viene spesso chiamato ad occuparsi di questioni di carattere generale attinenti al rispetto dei diritti della persona che richiedono riforme strutturali o interventi di sistema per essere risolte e che generalmente producono un contenzioso collettivo di ampie dimensioni dinanzi alle giurisdizioni interne o internazionali.
Oltre ad essere attrezzato per la gestione di questo tipo di contenzioso, lo Studio S&P è in grado di offrire anche il necessario supporto a livello politico, istituzionale ed amministrativo per la ricerca ed implementazione delle misure necessarie alla risoluzione del problema in un'ottica di sviluppo progressivo della tutela dei diritti della persona e di attuazione degli obblighi internazionali ed europei di riferimento. Di seguito alcune delle grandi questioni di cui lo Studio S&P si è occupato o si sta attualmente occupando.
Lo Studio S&P assiste dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo decine di magistrati della Repubblica di Albania, licenziati a seguito del c.d. vetting. Il processo di rivalutazione di tutti i giudici e procuratori albanesi - parte del controverso pacchetto di riforme della giustizia approvato nel 2016 - si pone in aperto contrasto con i diritti fondamentali e rischia di compromettere irrimediabilmente l'indipendenza del potere giudiziario in Albania.
Per effetto del blocco degli aumenti retributivi nel pubblico impiego sancito dall'art. 9, comma 21, secondo periodo, del D.L. n. 78/2010 per gli anni 2011-2014 (poi prorogato sino al 31 dicembre 2015), gli ufficiali delle forze armate e dei corpi militarizzati che sono cessati dal servizio durante tale periodo si sono visti determinare riduttivamente il loro trattamento pensionistico sulla base della posizione professionale “cristallizzata” al momento immediatamente precedente al blocco e, pertanto, senza tener conto degli incrementi stipendiali e delle progressioni di carriera che sarebbero dovute maturare negli anni 2011-2015. In altre parole, la base pensionabile è stata calcolata senza considerare l’intero servizio effettivamente prestato, così provocando irreversibili effetti negativi sulle posizioni soggettive degli ufficiali in congedo.
Lo Studio S&P è da tempo impegnato nella battaglia per il riconoscimento della libertà di associazione sindacale nell'ambito delle forze armate. A livello nazionale, la Studio S&P ha difeso l'associazione As.so.di.pro dinanzi alle giurisdizioni amministrative e poi dinanzi alla Corte costituzionale per contestare la legittimità costituzionale del divieto assoluto di costituzione o partecipazione ad associazioni di carattere sindacale, previsto dal Codice militare per tutti gli appartenenti alle forze armate (cfr. art. 1475, commi 2 e 4, del d.lgs. n. 66/2010).
Lo Studio S&P assiste molte imprese piemontesi colpite dall'alluvione del 1994 cui è stato negato il diritto al rimborso delle imposte e dei contributi versati nel triennio 1995-97 previsto dalla legge finanziaria 2004 e invece integralmente concesso alle imprese che, nel medesimo triennio, avevano omesso il versamento di quanto dovuto ma avevano poi regolarizzato la propria posizione versando soltanto il 10% dell’importo complessivo.
Dal 2012, lo Studio S&P assiste dinanzi alle giurisdizioni interne e internazionali le vittime della prescrizione anticipata delle vecchie lire disposta con effetto immediato dall'art. 26 del d.l. n. 201/2011 (c.d. Decreto “Salva Italia”). Tale misura - decisa "a sorpresa" con un decreto legge entrato in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale - ha "cancellato" a favore dell'Erario il diritto alla conversione delle vecchie lire tradendo il legittimo affidamento di coloro che contavano sulla possibilità di richiedere la conversione entro termine del 28 febbraio 2012 precedentemente stabilito. Anche a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di tale disposizione, la Banca d'Italia ha continuato a rifiutare la conversione a tutti coloro che non siano in grado di dimostrare con prova certa di aver richiesto la conversione prima della scadenza originaria del 28 febbraio 2012.