Diritto internazionale
In coerenza con la sua spiccata vocazione internazionalistica, lo Studio S&P si occupa di un’ampia varietà di controversie internazionali e costituisce un punto di riferimento per il contenzioso interno a carattere transfrontaliero.
I professionisti dello Studio S&P, anche in collaborazione con gli studi partner nazionali e stranieri, sono impegnati in numerose procedure contenziose dinanzi alle principali giurisdizioni internazionali ed europee, tra cui le Corti di Strasburgo e Lussemburgo, oltre ad aver maturato un’esperienza significativa nel settore degli arbitrati internazionali in materia di investimenti. Lo Studio S&P è in grado di assistere i propri clienti, fornendo consulenza su ogni aspetto del diritto internazionale ed europeo in una molteplicità di settori, tra cui quello dei diritti umani, dei media, del commercio internazionale e della tutela degli investimenti stranieri. Oltre all’attività contenziosa e di consulenza, i professionisti dello Studio S&P svolgono regolarmente attività di advocacy e di formazione in materia di diritti umani e diritto internazionale per giudici, pubblici ministeri, avvocati, funzionari governativi, personale militare e organizzazioni non governative sia in Italia che all’estero (specialmente nei Paesi dell’Europa Centro-Orientale).

Oltre ad essere impegnato in un numerose procedure contenziose dinanzi alle principali giurisdizioni internazionali ed europee, lo Studio S&P fornisce servizi di consulenza, assistenza e supporto tecnico a società italiane e straniere, ad organizzazioni non governative nazionali e internazionali, ad enti ed associazioni transnazionali, nonché a organizzazioni internazionali, su ogni questione di diritto internazionale pubblico, e specialmente in materia di diritti umani, diritto diplomatico e consolare, immunità, diritto amministrativo internazionale, tutela degli investimenti stranieri, debito sovrano, responsabilità sociale delle imprese, diritto del mare e degli spazi aerei, diritto penale internazionale. I professionisti dello Studio S&P sono altresì spesso chiamati ad assistere i propri clienti o a rendere pareri nell’ambito di procedimenti civili e penali dinanzi ai tribunali interni che hanno ad oggetto questioni di carattere internazionale pubblico.

Lo Studio S&P può vantare una solida competenza nel contenzioso interno e dell’Unione europea avente ad oggetto questioni di diritto internazionale privato, specialmente in materia civile e commerciale e in materia di separazioni e divorzi. Oltre alle controversie attinenti al riconoscimento e all’esecuzione delle sentenze e dei lodi stranieri, i professionisti di S&P sono spesso chiamati a rendere pareri relativamente a questioni che presentano elementi di transnazionalità sia nell’ambito dell’UE (con particolare riferimento alle norme contenute nel Regolamento CE del Consiglio del 22 dicembre 2000, n. 44/2001, e nel Regolamento CE del Consiglio del 27 novembre 2003, n. 2201/2003) sia all’esterno dell’UE (sulla base della normativa generale di cui alla l. 31 maggio 1995, n. 218), soprattutto al fine di assistere i propri clienti nella corretta individuazione del foro competente e della legge applicabile per la risoluzione di determinate controversie. Lo Studio SFP fornisce altresì assistenza giudiziale ai propri clienti sia dinanzi ai tribunali interni sia dinanzi ai tribunali di altri Stati (con l’ausilio dei propri corrispondenti locali) sia, ove necessario, dinanzi alla Corte di giustizia dell’UE in sede di rinvio pregiudiziale. Tra le questioni più significative di cui lo Studio S&P si è recentemente occupato si segnala quella relativa alla competenza giurisdizionale del giudice del luogo in cui l’attore ha il centro principale dei propri interessi (coincidente con il luogo di residenza) in materia di azioni di risarcimento del danno da diffamazione a mezzo internet (cfr., ad es., Corte di Giustizia dell’UE, cause riunite eDate Advertising GmbH c. X, C-509/09, e Olivier Martinez e Robert Martinez c. MGN Limited, C-161/10, sentenza 25 ottobre 2011).

Lo Studio S&P fornisce servizi di consulenza ed assistenza giudiziaria a singoli, società, enti e istituzioni pubbliche su questioni attinenti al diritto dell’Unione europea ed alla sua applicazione nell’ordinamento giuridico italiano, specificamente nei campi della tutela dei diritti di cittadinanza e dei diritti fondamentali in Europa, del diritto ambientale, della libera circolazione delle merci, servizi, capitali persone e cittadini nel mercato interno e nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia europeo, dell’accesso e della corretta gestione dei fondi europei, dell’internazionalizzazione della piccola e media impresa, della vigilanza bancaria, dell’asilo, visti e immigrazione, della cooperazione giudiziaria e penale europea, della lotta contro l’esclusione sociale e le discriminazioni, della protezione sociale e parità tra donne e uomini e dei diritti del minore. I professionisti dello Studio S&P garantiscono la rappresentanza dei propri clienti dinanzi alle istanze giurisdizionali dell’Unione europea, oltre a fornire assistenza giudiziale e stragiudiziale su questioni di diritto dell’Unione europea nell’ambito di procedimenti civili, amministrativi e penali dinanzi ai giudici nazionali di qualsiasi ordine e grado.

Lo Studio S&P ha maturato un’ampia esperienza nel campo delle procedure di estradizione, ivi incluse le procedure di consegna previste dalla Decisione quadro 2002/584/GAI del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo. In particolare, i professionisti dello Studio sono spesso chiamati ad intervenire per contestare la legittimità di provvedimenti di estradizione, mediante la predisposizione di ricorsi, anche di tipo cautelare, dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo o ad altri organismi internazionali di protezione dei diritti umani, tra cui, ad esempio, il Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite. Tra i casi di maggiore rilievo di cui si è occupato l’avv. Saccucci si segnalano quello relativo all’estradizione di un finanziere russo dal Marocco (cfr. Comitato contro la tortura, Kalinichenko c. Morocco, 25 novembre 2011, CAT/C/47/D/428/2010) e quello riguardante l’estradizione in Ucraina di persone che rischiano di subire trattamenti inumani o degradanti in carcere, attentati alla vita o all’integrità psico-fisica in ragione della situazione di grave instabilità politica e militare della regione (UNHCR, International Protection Considerations related to developments in Ukraine, marzo 2014) ovvero violazioni flagranti dell’equo processo (cfr., ad es., Voloshchuk v Government of Ukraine, [2013] EWHC 727). Di recente, inoltre, lo Studio S&P si è occupato del problema delle misure di “estradizione mascherata” adottate dalle autorità dominicane per la consegna alle autorità italiane di latitanti o ricercati presenti sul territorio della Repubblica Dominicana, in assenza di un apposito trattato di estradizione tra i due Paesi. Lo Studio fornisce altresì consulenza e assistenza in favore di studi legali stranieri che si occupano di estradizioni ed espulsioni verso l’Italia, nonché in favore di Governi stranieri che intendono intervenire nei procedimenti estradizionali dinanzi alle giurisdizioni italiane. In particolare, il prof. avv. Andrea Saccucci e l’avv. Giulia Borgna vengono spesso chiamati a prestare la propria consulenza tecnica in qualità di esperti dinanzi alle giurisdizioni britanniche nell’ambito di procedimenti di estradizione verso l’Italia [tra i casi di maggiore rilievo si segnalano Supreme Court, PH (Appellant) v. Deputy Prosecutor of the Italian Republic, Genoa (Respondent), Westminister Magistrates’ Court, The Court of Rome, Italy v Awat Wahab Hamasalih e altri, Westminister Magistrates’ Court, Court of appeal, Florence, Italy v Dorian Kulla].

Lo Studio S&P è in grado di assistere i propri clienti in una varietà di procedimenti arbitrali internazionali, e segnatamente quelli in materia civile e commerciale che si svolgono dinanzi alla Corte internazionale di arbitrato dell’ICC, nonché quelli in materia di investimenti stranieri che si svolgono dinanzi ai tribunali arbitrali dell’ICSID o in base alle regole UNCITRAL.

L’avv. prof. Andrea Saccucci ha rappresentato, insieme ad altri studi legali internazionali, un gruppo di investitori italiani in un arbitrato ICSID contro l’Albania per violazione del Trattato italo-albanese sulla promozione e protezione degli investimenti del 1991. In una storica decisione adottata il 3 marzo 2016, il collegio arbitrale costituito in base alla Convenzione di Washington ha accolto la domanda cautelare di sospensione del procedimento penale avviato dalle giurisdizioni albanesi a carico degli imprenditori italiani coinvolti ed ha altresì disposto, per la prima volta nella storia dell’ICSID, la sospensione della procedura di estradizione promossa dal Governo albanese presso le competenti autorità del Regno Unito. Inoltre, il Tribunale ha invitato le parti a ricercare un accordo al fine di preservare, per tutta la durata del procedimento arbitrale, i beni dei ricorrenti sequestrati in Albania (cfr. Hydro srl e altri v Albania, ICSID Case No. ARB/15/28). Successivamente, con il lodo emesso in data 24 aprile 2019, il Tribunale ICSID ha condannato l’Albania a versare un risarcimento del danno di 110 milioni di euro in favore delle parti ricorrenti.

Lo Studio S&P assiste attualmente un’impresa agricola italiana in un arbitrato UNCITRAL contro l’Albania avente ad oggetto la violazione del Trattato italo-albanese sulla promozione e protezione degli investimenti del 1991.

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Lo Studio S&P ha maturato una particolare esperienza nel campo del riconoscimento e dell’esecuzione in Italia di sentenze e lodi arbitrali stranieri. In particolare, il team dello Studio S&P è in grado di fornire assistenza legale specializzata a clienti italiani e stranieri che intendano ottenere in Italia il riconoscimento e l’esecuzione di una sentenza resa da giurisdizioni extra-UE ai sensi degli artt. 64 ss. della l. 31 maggio 1995, n. 218 dinanzi alla Corte di appello territorialmente competente, nonché a tutti coloro che intendano dare esecuzione in Italia ad una sentenza o decisione resa da giurisdizioni UE avvalendosi del procedimento previsto dagli artt. 38 ss. del Regolamento CE del Consiglio del 22 dicembre 2000, n. 44/2001 o dagli artt. 28 ss. del Regolamento CE del Consiglio del 27 novembre 2003, n. 2201/2003. Analogamente, lo Studio S&P si occupa del riconoscimento e dell’esecuzione in Italia di lodi resi da tribunali arbitrali stranieri ai sensi della Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze arbitrali straniere ovvero da tribunali arbitrali internazionali (quali la Corte internazionale di arbitrato dell’ICC ed i tribunali arbitrali dell’ICSID). Grazie ad i suoi rapporti privilegiati con vari studi legali stranieri, lo Studio S&P è inoltre in grado di assistere i propri clienti che intendano promuovere in altri Stati analoghe azioni per il riconoscimento e l’esecuzione di sentenze o lodi arbitrali italiani.

Lo Studio S&P ha maturato una specifica competenza nel campo delle controversie interne e internazionali attinenti al debito sovrano. In particolare, lo Studio S&P – in collaborazione con altri studi legali italiani e stranieri – si è occupato del contenzioso collettivo originato dal processo di ristrutturazione del debito sovrano della Grecia, che si è concluso nel marzo 2012 con l’imposizione forzosa agli obbligazionisti privati di una cospicua riduzione del nominale dei titoli di Stato e di una modifica unilaterale delle condizioni del prestito. Per effetto dell’introduzione retroattiva delle c.d. clausole di azione collettiva ad opera del Greek Bondholder Act (approvato dal Parlamento greco il 23 febbraio 2012), i possessori di titoli di Stato greci che non hanno volontariamente aderito all’offerta di scambio (swap) lanciata dal Governo greco sono stati letteralmente espropriati del loro investimento, ricevendo in concambio nuovi titoli per un controvalore nominale decurtato del 53,5%, con scadenze estese da 11 a 30 anni e cedole ridotte progressive dal 2% al 4%. Lo Studio S&P ha promosso un’azione collettiva nell’interesse di centinaia di investitori privati italiani, greci e di altre nazionalità dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo (cfr. Corte EDU, Mamatas e altri c. Grecia, ricorsi n. 63066/14, n. 64297/14 e n. 66106/14) e dinanzi al Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite (cfr. Comitato diritti umani, ricorso n. 2868/2016, 10 novembre 2017, e ricorso n. 2701/2015, 26 luglio 2019).