S&P vince per la Scozia in CdA a Catania: concessa l’estradizione

Con sentenza del 16 marzo 2022, la Corte di Appello di Catania ha accolto la domanda di consegna a fini processuali presentata dal Regno Unito nei confronti di un cittadino italiano accusato in Scozia di omicidio stradale plurimo e lesioni plurime.

L’imputato, rilasciato su cauzione dalle autorità scozzesi a condizione della sua futura comparizione alle udienze dibattimentali, si era poi volontariamente sottratto al processo ed aveva fatto ritorno in Italia. Posto che la Scozia richiede, a maggiore garanzia dell’imputato, la presenza di quest’ultimo come condizione per la celebrazione del dibattimento, le autorità estere avevano provveduto all’emissione di un mandato di cattura.

La difesa del consegnando aveva sostenuto che tale ordinanza cautelare – emessa in conseguenza della violazione dell’obbligo di comparire dinanzi all’autorità giudiziaria scozzese – non fosse dotata delle caratteristiche richieste per l’emissione di un mandato di arresto ai sensi dell’Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l’Unione Europea ed il Regno Unito. Il Regno Unito, al contrario, aveva sottolineato come l‘art. 598, lett. a) dell’Accordo contempli espressamente l’“esercizio di azioni giudiziarie’’ tra le finalità per cui è consentita l’emissione di un mandato di arresto.

Con la sentenza in commento la Corte di Appello di Catania ha accolto integralmente la tesi articolata dallo Stato richiedente, ribadendo la piena ammissibilità di un mandato di arresto finalizzato al soddisfacimento di esigenze processuali, tra cui anche quella di specie.

Il team dello Studio S&P, che ha assistito Il Regno Unito, era composto dalla Partner Avv. Giulia Borgna, dall’Of Counsel Avv. Roberta Barberini, dalla Associate Avv. Valentina Cafaro e dal Trainee lawyer Dott. Matteo Trenta.

Immagine: blog.continentalcurrency.ca

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