L’Italia ratifica il Protocollo n. 15: occhi puntati sul nuovo termine di 4 mesi

Con il deposito, in data 21 aprile 2021, dell’ultimo strumento di ratifica da parte del Governo italiano, tutti gli Stati parte della CEDU hanno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal Protocollo n. 15 alla CEDU, il quale, dunque, ai sensi dell’art. 7, entrerà in vigore il 1° agosto 2021.

Tra le novità più rilevanti introdotte dal Protocollo n. 15 vi è quella stabilita dall’art. 4, che modifica l’art. 35 § 1 CEDU riducendo da sei a quattro mesi il termine per la proposizione dei ricorsi individuali alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Tuttavia, tale modifica non entrerà in vigore immediatamente in quanto l’art. 8 § 3 del Protocollo ne posticipa l’applicazione per un periodo di sei mesi (decorrente dall’entrata in vigore del Protocollo), e cioè fino al 1° febbraio 2022, precisando altresì che il nuovo termine di quattro mesi non sarà comunque applicabile ai ricorsi “in merito ai quali la decisione definitiva ai sensi dell’articolo 35, paragrafo 1, della Convenzione sia stata presa prima della data di entrata in vigore dell’articolo 4 del presente Protocollo”.

Di conseguenza, l’abbreviazione a quattro mesi del termine di proponibilità dei ricorsi si applicherà a tutti i casi in cui la decisione interna “definitiva” che “esaurisce” i rimedi interni sia stata presa successivamente alla data del 31 gennaio 2022, mentre per le decisioni prese fino a quella data (inclusa) continuerà ad applicarsi l’originario termine semestrale.