La Corte europea proroga la sospensione dei termini per l’emergenza Covid-19

Con un comunicato stampa diffuso dalla Cancelleria della Corte il 9 aprile 2020 (cfr. Press Release, Registrar of the Court, ECHR 108(2020), 9.04.2020), le misure eccezionali annunciate il 16 marzo 2020 sono state prorogate per una durata di due mesi. In particolare, la Corte ha precisato che:

– il termine di sei mesi per l’introduzione dei ricorsi, ai sensi dell’art. 35 della Convenzione europea dei diritti umani, che era stato eccezionalmente esteso per la durata di un mese dal 16 marzo 2020, viene ulteriormente esteso per un periodo di due mesi dal 16 aprile 2020 fino al 15 giugno 2020 incluso;

– i termini assegnati nelle procedure pendenti, estesi per la durata di un mese dal 16 marzo 2020, vengono ulteriormente estesi per un periodo di due mesi dal 16 aprile 2020, fatta eccezione per il termine di tre mesi previsto dall’art. 43 della Convenzione per la presentazione di eventuali richieste di rinvio alla Grande Camera.

La Corte ha altresì precisato che, conformemente alle misure di confinamento adottate dallo Stato ospitante, e facilitando il ricorso al telelavoro e alle comunicazioni elettroniche, essa continuerà a svolgere le sue attività essenziali, inclusa la registrazione di nuovi ricorsi e la loro assegnazione alle formazioni giudiziali competenti.

Si deve, tuttavia, rilevare come si stiano registrando diffuse difficoltà nell’invio dei nuovi ricorsi a mezzo posta o corriere (non essendovi, al momento, altre modalità possibili di introduzione) in quanto i plichi, almeno in alcuni casi, non vengono ricevuti dal destinatario e vengono pertanto restituiti al mittente per “assenza del destinatario” o per “compiuta giacenza”.

 

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