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Remunerazione dei medici specializzandi al vaglio delle Corti Europee

Lo Studio S&P, in collaborazione con l’Avv. Marco Tortorella e con il sostegno di Consulcesi, ha intrapreso una serie di azioni a livello europeo a tutela dei medici, ammessi a corsi di specializzazione tra gli anni 1982 e 1991, ai quali è stato negato l’integrale risarcimento del danno subito per l’omessa puntuale trasposizione della Direttiva 82/76/CEE, che attribuiva agli specializzandi il diritto ad una “adeguata remunerazione”.

In particolare, i giudici nazionali – pur riconoscendo il diritto dei ricorrenti al risarcimento del danno – hanno, da un lato, liquidato in loro favore una somma nettamente inferiore rispetto a quella accordata ex lege ai colleghi specializzandi iscrittisi a decorrere dall’anno accademico 1991/92 e, dall’altro, escluso che sull’importo risarcitorio così determinato dovessero altresì calcolarsi la rivalutazione monetaria e gli interessi compensativi. Per tali ragioni, sono stati predisposti una serie di ricorsi davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo per lamentare la violazione dell’art. 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU (diritto al rispetto dei beni) e dell’art. 14 CEDU (divieto di discriminazione), ed è in preparazione una denuncia alla Commissione europea per l’avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.