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Ilva: comunicato al Governo italiano

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha comunicato al Governo italiano il ricorso promosso dallo Studio SFP nell’interesse di 130 residenti nel Comune di Taranto e aree ad esso limitrofe volto a lamentare la violazione del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica dei ricorrenti, in quanto le autorità nazionali e locali hanno omesso di predisporre un quadro normativo ed amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dal complesso dell’Ilva,

e la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, anche in conseguenza dei ripetuti decreti c.d. “salva Ilva” con cui il Governo ha mantenuto in funzione l’impianto sotto la propria gestione a dispetto della normativa europea e delle decisioni della magistratura.

Il 4 febbraio 2016, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto l’istanza di trattazione prioritaria formulata dallo Studio SFP, ritenendo che le questioni sollevate presentassero profili di particolare importanza e urgenza essendo a rischio la vita e la salute dei ricorrenti.

Il 9 maggio 2016, all’esito di un vaglio preliminare di non manifesta inammissibilità, il ricorso è stato comunicato al Governo italiano, il quale ha richiesto e ottenuto una proroga del termine sino al 10 dicembre 2016 per la presentazione delle proprie difese scritte.

La decisione della Corte è attesa per il 2017.