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Illegittimità costituzione del blocco delle pensioni

Con la nota sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del blocco della perequazione automatica delle pensioni introdotto dall’art. 24, comma 25, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. Salva Italia), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, l. 22 dicembre 2011, n. 214. Per effetto di tale sentenza, i pensionati avrebbero diritto ad ottenere l’integrale rimborso dei maggiori importi non percepiti in questi quattro anni.

Tuttavia, con d.l. 21 maggio 2015, n. 65, il Governo ha previsto una restituzione soltanto parziale di quanto non percepito per gli anni 2012-2015 a titolo di perequazione, escludendo per di più talune categorie di pensionati (quelli che percepiscono trattamenti superiori a sei volte il minimo) dal diritto a percepire qualsiasi restituzione. Lo Studio S&P ha ricevuto mandato di intraprendere ogni azione legale, sia dinanzi alle giurisdizioni nazionali sia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, per far valere il diritto dei pensionati alla completa e puntuale esecuzione della sentenza della Corte costituzionale.