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Illegittimità costituzionale della prescizione anticipata delle vecchie lire

Con sentenza n. 216 del 7 ottobre 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 26 del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. Salva Italia), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, che aveva anticipato il termine di prescrizione delle vecchie lire ancora in circolazione in favore dell’Erario, tradendo la fiducia dei possessori delle lire che avevano fatto affidamento sul termine di conversione originariamente previsto dalla legge.

In deroga alle previgenti disposizioni di legge (cfr. art. 3, c. 1, della l. 7 aprile 1997, n. 96, e art. 52-ter, c. 1 ed 1-bis, del d.lgs. 24 giugno 1998, n. 213), che stabilivano in dieci anni a decorrere dal 28 febbraio 2002 la prescrizione delle lire ancora circolanti, il decreto Salva Italia ne aveva disposto la prescrizione anticipata “con decorrenza immediata dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto.

La Consulta ha giudicato incostituzionale l’estinzione ex abrupto del diritto alla conversione per violazione dei principi di tutela dell’affidamento e di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost.

Lo Studio SFP assiste numerosi possessori di vecchie lire che, prima della scadenza del termine ordinario di prescrizione, si sono visti negare la conversione delle banconote e promuove tutte le azioni giudiziali necessarie ad ottenere il recupero del controvalore delle banconote in lire.