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Con la sentenza Mamatas e altri c. Grecia, pubblicata in data 21 luglio 2016, la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata sui ricorsi presentati da migliaia di cittadini di nazionalità greca che lamentavano la violazione del diritto di proprietà e del divieto di discriminazione

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The European Network on Statelessness (ENS) ha pubblicato in data odierna un nuovo report dal titolo "Nessun bambino dovrebbe essere apolide" nell’ambito della campagna per porre fine all’apolidia dei bambini in Europa. Il report è reperibile a questo link

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Con sentenza n. 216 del 7 ottobre 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 26 del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. Salva Italia), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, che aveva anticipato il termine di prescrizione delle vecchie lire ancora in circolazione in favore dell’Erario, tradendo la fiducia dei possessori delle lire che avevano fatto affidamento sul termine di conversione originariamente previsto dalla legge.

In deroga alle previgenti disposizioni di legge (cfr. art. 3, c. 1, della l. 7 aprile 1997, n. 96, e art. 52-ter, c. 1 ed 1-bis, del d.lgs. 24 giugno 1998, n. 213), che stabilivano in dieci anni a decorrere dal 28 febbraio 2002 la prescrizione delle lire ancora circolanti, il decreto Salva Italia ne aveva disposto la prescrizione anticipata “con decorrenza immediata dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto.

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Con sentenza 3 novembre 2015, n. 12407, la Terza Sezione Bis del TAR Lazio ha annullato il DPR 14 settembre 2011, n. 222, che regola la procedura di abilitazione scientifica nazionale, nella parte in cui prevede che la Commissione nazionale per l’abilitazione alle funzioni di professore universitario deliberi a maggioranza dei quattro quinti dei suoi componenti (art. 8, c. 3).

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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha comunicato al Governo italiano il ricorso promosso dallo Studio SFP nell’interesse di 130 residenti nel Comune di Taranto e aree ad esso limitrofe volto a lamentare la violazione del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica dei ricorrenti, in quanto le autorità nazionali e locali hanno omesso di predisporre un quadro normativo ed amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dal complesso dell’Ilva,

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Con la nota sentenza n. 70 del 30 aprile 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del blocco della perequazione automatica delle pensioni introdotto dall’art. 24, comma 25, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. Salva Italia), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, l. 22 dicembre 2011, n. 214. Per effetto di tale sentenza, i pensionati avrebbero diritto ad ottenere l’integrale rimborso dei maggiori importi non percepiti in questi quattro anni.

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La Legge di stabilità 2015 (l. 23.12.2014 n. 190, in G.U. n. 300 del 29.12.2014 - Suppl. ord. n. 99) ha prorogato sino al 31.12.2015 il blocco delle retribuzioni del pubblico impiego non contrattualizzato disposto per gli anni 2011-2013 dal D.L. 31.05.2010, n. 78, e già prorogato per l’anno 2014 dal D.P.R. 4.09.2013, n. 122, (così come consentito dall’art. 16, c. 1, lett. b, del D.L. 6.7.2011, n. 98).

In sintesi il comma 256 dell’art. 1 della Legge di stabilità 2015 proroga sia il blocco degli adeguamenti della retribuzione rispetto all’aumento del costo della vita calcolato in base agli indici ISTAT, sia il blocco delle classi e degli scatti di stipendio derivanti dalla progressione automatica di carriera.

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Con sentenza n. 9980 del 2016, il Tribunale di Roma ha riconosciuto la sussistenza della propria giurisdizione relativamente ad un’azione di risarcimento danni proposta nei confronti di un quotidiano albanese e del suo direttore responsabile da una società italiana e dal suo rappresentante legale, entrambi assistiti dallo Studio S&P, a seguito della pubblicazione di una serie di articoli diffamatori sull'edizione online del quotidiano.

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Lo studio S&P ha assistito la famiglia di Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano ucciso in Pakistan il 15 gennaio 2015 da un drone americano nel corso di un’operazione antiterrorismo, nelle negoziazioni che hanno condotto alla conclusione di un accordo con il Governo degli Stati Uniti d’America per il pagamento di una somma a titolo grazioso. 

Lo Studio S&P, in collaborazione con lo studio Perroni e Associati, continua ad assistere la famiglia Lo Porto nel procedimento penale pendente dinanzi al Tribunale di Roma teso a far luce sulle circostanze e sulle eventuali responsabilità penali relative alla specifica operazione antiterrorismo che è costata la vita a Giovanni Lo Porto, nonché nel procedimento per l’accesso al fondo per le vittime del terrorismo istituito dalla l. n. 302/1990.

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Su iniziativa di Federlab Italia, i laboratori di analisi potranno ora far valere le proprie ragioni dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Lo Studio S&P è stato incaricato di predisporre un ricorso collettivo contro lo Stato italiano per censurare la violazione dei diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) subita dai laboratori di analisi per effetto dell’applicazione del nuovo tariffario approvato con D.M. del Ministero della Salute del 18 ottobre 2012. Tale decreto fissa le nuove tariffe massime per la remunerazione di molti servizi sanitari garantiti da produttori privati, comprese le prestazioni di laboratorio, colmando così un vuoto in materia che si è prolungato per molti anni anche per effetto degli annullamenti dei tariffari del 1996 e del 2006 ad opera del giudice amministrativo.

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Lo Studio S&P, insieme ai professionisti del Global Justice Network, è attivamente coinvolto nella tutela dei passeggeri e dei familiari delle vittime che si trovavano a bordo del traghetto NORMAN ATLANTIC. Il Global Justice Network - una rete internazionale di avvocati e di studi legali esperti nella tutela di vittime di disastri aerei e navali internazionali - è stato contattato da passeggeri del NORMAN ATLANTIC ed è pertanto già al lavoro per fornire agli interessati le informazioni preliminari di cui hanno bisogno in modo da compiere le scelte migliori nel prossimo futuro. Per maggiori informazioni potete consultare il sito web dedicato http://www.norman-atlantic.com/italiano.html oppure potete contattare direttamente il nostro Studio (scrivici).

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On November 20, 2014, the European Network on Statelessness (ENS) is launching its campaign ‘None of Europe’s Children should be Stateless’ to mark Universal Children’s Day and the 25th anniversary of the UN Convention on the Rights of the Child which lays down the right of every child to a nationality. Children continue to be born stateless in Europe. Therefore, the ENS campaign aims to raise awareness and promote measures to ensure that all children in the region can in practice realise their right to a nationality. The first year of the campaign will focus on conducting further research to identify more precisely current gaps in law, policy and practice that result in child statelessness. These findings will be presented at a major regional conference in June 2015 which is intended to serve as a springboard for subsequent public-facing advocacy and campaigning necessary to secure reform. During both stages of the campaign ENS is committed to engaging the child rights community and other actors in seeking to achieve these objectives. Other special features will include an outreach programme to schools and youth to help raise the profile of the issue and to engage youngsters in creating a platform for change. You can read the full campaign launch statement here and this week’s ENS blog is also dedicated to the campaign.

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Lo Studio S&P si sta attualmente occupando delle questioni legate alla tutela della reputazione on-line e del c.d. “diritto all’oblio”, ossia il diritto di un individuo ad essere dimenticato, o meglio, a non essere più ricordato per fatti che in passato sono stati oggetto di cronaca. Tale diritto rientra ovviamente nella tutela della privacy, ma dal generale “diritto alla riservatezza” si distingue nettamente per il fatto che, in questo caso, l´interesse di cui si richiede la tutela ha ad oggetto notizie già divulgate e, pertanto, sfuggite alla sfera di appartenenza esclusiva del titolare, delle quali si vuole impedire una nuova circolazione.

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Lo Studio S&P ha promosso una serie di azioni giudiziarie interne nell’interesse dei medici finalizzate al riconoscimento del diritto all’adeguata remunerazione per i periodi di frequenza delle scuole di specializzazione previsto dalla normativa comunitaria. Le recenti decisioni di merito che accertano la responsabilità dello Stato italiano per i danni da mancata attuazione delle direttive che avevano riconosciuto, fin dal 1982, la dignità professionale al lavoro degli specializzandi (n. 75/362/CEE e n. 75/363/CEE, riassunte nella n. 82/76/CEE, e n. 93/16/CEE), hanno aperto nuovi e più ampi spazi per un’efficace tutela. L’azione risarcitoria si affianca ad altre di diversa natura: tra queste, la principale è finalizzata al riconoscimento del diritto alla rivalutazione triennale dell’importo delle borse di studio previsto dal legislatore nel 1991 (art. 6, d.lgs. 8 agosto 1991, n. 257).

Per ricevere maggiori informazioni sulle azioni promosse a tutela dei medici specializzandi contatta il nostro Studio (scrivici). 

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