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L’ex agente della CIA, Sabrina De Sousa, condannata in via definitiva a 4 anni per il caso Abu Omar, doveva essere estradata il 1 marzo 2017 dal Portogallo in Italia a seguito della conferma definitiva da parte delle giurisdizioni portoghesi del mandato di arresto europeo emesso a suo carico dalla Procura di Milano. Tuttavia, il 28 febbraio 2017, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso la grazia alla De Sousa, riducendo di un anno la pena da espiare e consentendole così di ottenere la sospensione immediata dell’ordine di carcerazione in vista della decisione sull’affidamento in prova ai servizi sociali. Il provvedimento di clemenza presidenziale – già concesso ad altri agenti della CIA coinvolti nella vicenda Abu Omar – ha dunque fatto venir meno l’esigenza di dare esecuzione al mandato di arresto, proprio quando la De Sousa – assistita dallo Studio S&P, in collaborazione con l’Avv. Texteira de Mota di Lisbona – aveva deciso di chiamare in causa l’Italia e il Portogallo dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione dell’art. 6 CEDU in rapporto alla sua condanna penale in contumacia.

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Cresce l’attesa per la sentenza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla compatibilità con la CEDU della confisca per lottizzazione abusiva di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380/2001 in assenza di condanna.

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Lo Studio S&P, su iniziativa di numerosi produttori di latte, è stato incaricato di predisporre una serie di ricorsi contro lo Stato italiano per censurare la violazione del principio del ne bis in idem sancito dall’art. 4 del Protocollo n. 7 alla CEDU, in quanto le giurisdizioni nazionali hanno definitivamente condannato i ricorrenti per il reato di truffa nonostante i fatti oggetto del procedimento penale fossero “sostanzialmente identici” a quelli che avevano già dato luogo all’irrogazione, in virtù della disciplina speciale sul “prelievo supplementare”, di sanzioni amministrative “milionarie”.

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Come noto, il d.lgs. n. 235/2012 (“Decreto Severino”) ha introdotto nuove cause di incandidabilità al mandato parlamentare nel caso di condanna a determinate pene detentive ed è già stato applicato in più occasioni nei confronti di titolari di cariche pubbliche elettive.

Una delle questioni più controverse è rappresentata dall’applicabilità retroattiva del “Decreto Severino” a condanne per fatti anteriori rispetto alla sua entrata in vigore.

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Con la sentenza Mamatas e altri c. Grecia, pubblicata in data 21 luglio 2016, la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata sui ricorsi presentati da migliaia di cittadini di nazionalità greca che lamentavano la violazione del diritto di proprietà e del divieto di discriminazione

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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha comunicato al Governo italiano il ricorso promosso dallo Studio SFP nell’interesse di 130 residenti nel Comune di Taranto e aree ad esso limitrofe volto a lamentare la violazione del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica dei ricorrenti, in quanto le autorità nazionali e locali hanno omesso di predisporre un quadro normativo ed amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dal complesso dell’Ilva,

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La Legge di stabilità 2015 (l. 23.12.2014 n. 190, in G.U. n. 300 del 29.12.2014 - Suppl. ord. n. 99) ha prorogato sino al 31.12.2015 il blocco delle retribuzioni del pubblico impiego non contrattualizzato disposto per gli anni 2011-2013 dal D.L. 31.05.2010, n. 78, e già prorogato per l’anno 2014 dal D.P.R. 4.09.2013, n. 122, (così come consentito dall’art. 16, c. 1, lett. b, del D.L. 6.7.2011, n. 98).

In sintesi il comma 256 dell’art. 1 della Legge di stabilità 2015 proroga sia il blocco degli adeguamenti della retribuzione rispetto all’aumento del costo della vita calcolato in base agli indici ISTAT, sia il blocco delle classi e degli scatti di stipendio derivanti dalla progressione automatica di carriera.

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Con sentenza n. 9980 del 2016, il Tribunale di Roma ha riconosciuto la sussistenza della propria giurisdizione relativamente ad un’azione di risarcimento danni proposta nei confronti di un quotidiano albanese e del suo direttore responsabile da una società italiana e dal suo rappresentante legale, entrambi assistiti dallo Studio S&P, a seguito della pubblicazione di una serie di articoli diffamatori sull'edizione online del quotidiano.

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Lo studio S&P ha assistito la famiglia di Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano ucciso in Pakistan il 15 gennaio 2015 da un drone americano nel corso di un’operazione antiterrorismo, nelle negoziazioni che hanno condotto alla conclusione di un accordo con il Governo degli Stati Uniti d’America per il pagamento di una somma a titolo grazioso. 

Lo Studio S&P, in collaborazione con lo studio Perroni e Associati, continua ad assistere la famiglia Lo Porto nel procedimento penale pendente dinanzi al Tribunale di Roma teso a far luce sulle circostanze e sulle eventuali responsabilità penali relative alla specifica operazione antiterrorismo che è costata la vita a Giovanni Lo Porto, nonché nel procedimento per l’accesso al fondo per le vittime del terrorismo istituito dalla l. n. 302/1990.

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Su iniziativa di Federlab Italia, i laboratori di analisi potranno ora far valere le proprie ragioni dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Lo Studio S&P è stato incaricato di predisporre un ricorso collettivo contro lo Stato italiano per censurare la violazione dei diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) subita dai laboratori di analisi per effetto dell’applicazione del nuovo tariffario approvato con D.M. del Ministero della Salute del 18 ottobre 2012. Tale decreto fissa le nuove tariffe massime per la remunerazione di molti servizi sanitari garantiti da produttori privati, comprese le prestazioni di laboratorio, colmando così un vuoto in materia che si è prolungato per molti anni anche per effetto degli annullamenti dei tariffari del 1996 e del 2006 ad opera del giudice amministrativo.

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Lo Studio S&P si sta attualmente occupando delle questioni legate alla tutela della reputazione on-line e del c.d. “diritto all’oblio”, ossia il diritto di un individuo ad essere dimenticato, o meglio, a non essere più ricordato per fatti che in passato sono stati oggetto di cronaca. Tale diritto rientra ovviamente nella tutela della privacy, ma dal generale “diritto alla riservatezza” si distingue nettamente per il fatto che, in questo caso, l´interesse di cui si richiede la tutela ha ad oggetto notizie già divulgate e, pertanto, sfuggite alla sfera di appartenenza esclusiva del titolare, delle quali si vuole impedire una nuova circolazione.

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Lo Studio S&P ha promosso una serie di azioni giudiziarie interne nell’interesse dei medici finalizzate al riconoscimento del diritto all’adeguata remunerazione per i periodi di frequenza delle scuole di specializzazione previsto dalla normativa comunitaria. Le recenti decisioni di merito che accertano la responsabilità dello Stato italiano per i danni da mancata attuazione delle direttive che avevano riconosciuto, fin dal 1982, la dignità professionale al lavoro degli specializzandi (n. 75/362/CEE e n. 75/363/CEE, riassunte nella n. 82/76/CEE, e n. 93/16/CEE), hanno aperto nuovi e più ampi spazi per un’efficace tutela. L’azione risarcitoria si affianca ad altre di diversa natura: tra queste, la principale è finalizzata al riconoscimento del diritto alla rivalutazione triennale dell’importo delle borse di studio previsto dal legislatore nel 1991 (art. 6, d.lgs. 8 agosto 1991, n. 257).

Per ricevere maggiori informazioni sulle azioni promosse a tutela dei medici specializzandi contatta il nostro Studio (scrivici). 

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Lo Studio S&P si sta attualmente occupando dei problemi legati all’estradizione in Ucraina di persone che rischiano di subire trattamenti inumani o degradanti in carcere, attentati alla vita o all’integrità psico-fisica in ragione della situazione di grave instabilità politica e militare della regione (UNHCR, International Protection Considerations related to developments in Ukraine, marzo 2014) ovvero violazioni flagranti dell’equo processo (cfr., ad es., Voloshchuk v Government of Ukraine, [2013] EWHC 727). Lo Studio S&P ha portato la questione all'esame del Comitato dei diritti umani ai sensi del Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici.

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