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Lo Studio S&P, su richiesta di alcune imprese, ha realizzato nuovi percorsi di formazione e consulenza sulla compliance e sul “sistema 231” nel settore farmaceutico. Dopo aver individuato il fabbisogno formativo specifico con i responsabili delle funzioni aziendali coinvolte, lo Studio ha predisposto un’offerta ad hoc destinata ai professionisti selezionati dai clienti e riuniti in classi in ragione del ruolo rivestito nell’organizzazione.

Come è noto, il market access sarà, nel prossimo futuro, una funzione sempre più centrale per la competitività dell’impresa. La corretta interlocuzione con i soggetti pubblici delle diverse figure coinvolte (RAM, KAM, ecc.) costituirà quindi uno strumento necessario e strategico per il posizionamento sul mercato. La conoscenza delle “regole del gioco”, non solo giuridiche, da parte dei professionisti del market access, infatti, riduce sensibilmente l’esposizione al rischio legale dell’azienda.

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Nel mercato digitale globale è sempre più diffusa l’offerta di servizi di profilazione reputazionale per finalità commerciali soprattutto nel settore bancario, finanziario e legale. Tali servizi vengono erogati a pagamento da società private attraverso la costituzione di enormi archivi digitali in cui vengono raccolti dati personali attinenti ai singoli soggetti profilati.

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Con ordinanza n. 1085 del 23 febbraio 2017, pubblicata il 14 aprile 2017, il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte di giustizia dell’Unione europea, ai sensi dell’art. 267 TFUE, la questione pregiudiziale relativa al riparto di competenza tra giudice nazionale e giudice dell’Unione in merito ad eventuali vizi di legittimità degli atti endo-procedimentali adottati dalla Banca d’Italia nell’ambito di un procedimento avviato ai sensi della normativa europea sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi (e, in particolare, degli artt. 22 e 23 della Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, degli artt. 1, par. 5, 4, par. 1, lett. c), e 15 del Regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio del 15 ottobre 2013, degli artt. 85, 86 e 87 del Regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea del 16 aprile 2014, nonché degli artt. 19, 22 e 25 del Testo unico bancario italiano).

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Come noto, il d.lgs. n. 235/2012 (“Decreto Severino”) ha introdotto nuove cause di incandidabilità nel caso di condanna a determinate pene detentive ed è già stato applicato in più occasioni nei confronti di titolari di cariche pubbliche elettive sia a livello nazionale sia a livello locale.

Tra le questioni più controverse vi sono quelle riguardanti l’applicabilità retroattiva del “Decreto Severino” a condanne per fatti anteriori rispetto alla sua entrata in vigore, la proporzionalità della limitazione del diritto di elettorato passivo (che non può essere comunque inferiore a sei anni) e l’assenza di qualsiasi controllo giurisdizionale sulla “delibera” di decadenza dal seggio parlamentare adottata dalla Camera di appartenenza.

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Cresce l’attesa per la sentenza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla compatibilità con la CEDU della confisca per lottizzazione abusiva di cui all’art. 44 del d.P.R. n. 380/2001 in assenza di condanna.

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Lo Studio S&P, su iniziativa di numerosi produttori di latte, è stato incaricato di predisporre una serie di ricorsi contro lo Stato italiano per censurare la violazione del principio del ne bis in idem sancito dall’art. 4 del Protocollo n. 7 alla CEDU, in quanto le giurisdizioni nazionali hanno definitivamente condannato i ricorrenti per il reato di truffa nonostante i fatti oggetto del procedimento penale fossero “sostanzialmente identici” a quelli che avevano già dato luogo all’irrogazione, in virtù della disciplina speciale sul “prelievo supplementare”, di sanzioni amministrative “milionarie”.

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Con la sentenza Mamatas e altri c. Grecia, pubblicata in data 21 luglio 2016, la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata sui ricorsi presentati da migliaia di cittadini di nazionalità greca che lamentavano la violazione del diritto di proprietà e del divieto di discriminazione

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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha comunicato al Governo italiano il ricorso promosso dallo Studio SFP nell’interesse di 130 residenti nel Comune di Taranto e aree ad esso limitrofe volto a lamentare la violazione del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica dei ricorrenti, in quanto le autorità nazionali e locali hanno omesso di predisporre un quadro normativo ed amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dal complesso dell’Ilva,

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La Legge di stabilità 2015 (l. 23.12.2014 n. 190, in G.U. n. 300 del 29.12.2014 - Suppl. ord. n. 99) ha prorogato sino al 31.12.2015 il blocco delle retribuzioni del pubblico impiego non contrattualizzato disposto per gli anni 2011-2013 dal D.L. 31.05.2010, n. 78, e già prorogato per l’anno 2014 dal D.P.R. 4.09.2013, n. 122, (così come consentito dall’art. 16, c. 1, lett. b, del D.L. 6.7.2011, n. 98).

In sintesi il comma 256 dell’art. 1 della Legge di stabilità 2015 proroga sia il blocco degli adeguamenti della retribuzione rispetto all’aumento del costo della vita calcolato in base agli indici ISTAT, sia il blocco delle classi e degli scatti di stipendio derivanti dalla progressione automatica di carriera.

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Con sentenza n. 9980 del 2016, il Tribunale di Roma ha riconosciuto la sussistenza della propria giurisdizione relativamente ad un’azione di risarcimento danni proposta nei confronti di un quotidiano albanese e del suo direttore responsabile da una società italiana e dal suo rappresentante legale, entrambi assistiti dallo Studio S&P, a seguito della pubblicazione di una serie di articoli diffamatori sull'edizione online del quotidiano.

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Su iniziativa di Federlab Italia, i laboratori di analisi potranno ora far valere le proprie ragioni dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Lo Studio S&P è stato incaricato di predisporre un ricorso collettivo contro lo Stato italiano per censurare la violazione dei diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) subita dai laboratori di analisi per effetto dell’applicazione del nuovo tariffario approvato con D.M. del Ministero della Salute del 18 ottobre 2012. Tale decreto fissa le nuove tariffe massime per la remunerazione di molti servizi sanitari garantiti da produttori privati, comprese le prestazioni di laboratorio, colmando così un vuoto in materia che si è prolungato per molti anni anche per effetto degli annullamenti dei tariffari del 1996 e del 2006 ad opera del giudice amministrativo.

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Lo Studio S&P si sta attualmente occupando delle questioni legate alla tutela della reputazione on-line e del c.d. “diritto all’oblio”, ossia il diritto di un individuo ad essere dimenticato, o meglio, a non essere più ricordato per fatti che in passato sono stati oggetto di cronaca. Tale diritto rientra ovviamente nella tutela della privacy, ma dal generale “diritto alla riservatezza” si distingue nettamente per il fatto che, in questo caso, l´interesse di cui si richiede la tutela ha ad oggetto notizie già divulgate e, pertanto, sfuggite alla sfera di appartenenza esclusiva del titolare, delle quali si vuole impedire una nuova circolazione.

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Lo Studio S&P ha promosso una serie di azioni giudiziarie interne nell’interesse dei medici finalizzate al riconoscimento del diritto all’adeguata remunerazione per i periodi di frequenza delle scuole di specializzazione previsto dalla normativa comunitaria. Le recenti decisioni di merito che accertano la responsabilità dello Stato italiano per i danni da mancata attuazione delle direttive che avevano riconosciuto, fin dal 1982, la dignità professionale al lavoro degli specializzandi (n. 75/362/CEE e n. 75/363/CEE, riassunte nella n. 82/76/CEE, e n. 93/16/CEE), hanno aperto nuovi e più ampi spazi per un’efficace tutela. L’azione risarcitoria si affianca ad altre di diversa natura: tra queste, la principale è finalizzata al riconoscimento del diritto alla rivalutazione triennale dell’importo delle borse di studio previsto dal legislatore nel 1991 (art. 6, d.lgs. 8 agosto 1991, n. 257).

Per ricevere maggiori informazioni sulle azioni promosse a tutela dei medici specializzandi contatta il nostro Studio (scrivici). 

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Lo Studio S&P si sta attualmente occupando dei problemi legati all’estradizione in Ucraina di persone che rischiano di subire trattamenti inumani o degradanti in carcere, attentati alla vita o all’integrità psico-fisica in ragione della situazione di grave instabilità politica e militare della regione (UNHCR, International Protection Considerations related to developments in Ukraine, marzo 2014) ovvero violazioni flagranti dell’equo processo (cfr., ad es., Voloshchuk v Government of Ukraine, [2013] EWHC 727). Lo Studio S&P ha portato la questione all'esame del Comitato dei diritti umani ai sensi del Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici.

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