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Berlusconi: la Corte di Strasburgo “archivia” il ricorso contro la legge Severino

La CEDU accoglie la domanda di Silvio Berlusconi di porre fine al procedimento a seguito della riabilitazione in assenza di circostanze eccezionali che giustifichino la prosecuzione dell’esame del caso.

Strasburgo, 27 novembre 2018 – La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso di cancellare dal ruolo il ricorso presentato nel settembre del 2013 da Silvio Berlusconi contro la legge Severino che ne aveva provocato la decadenza dalla carica di senatore in conseguenza della condanna inflittagli per frode fiscale, violando alcuni articoli della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Accogliendo la richiesta dei difensori del Cavaliere, la Corte ha ritenuto che, a seguito della riabilitazione ottenuta da Berlusconi lo scorso 11 maggio 2018 e del conseguente riacquisto dei diritti politici da parte dell’interessato, non vi fosse "alcuna circostanza speciale connessa al rispetto dei diritti umani" tale da giustificare la prosecuzione dell'esame del ricorso, con riferimento all’art. 37.1 della Convenzione.

«Il Presidente Berlusconi a seguito di una ingiusta sentenza di condanna era stato privato, con indebita applicazione retroattiva dalla cosiddetta legge Severino, dei suoi diritti politici con conseguente decadenza dal Senato. Nell’aprile di quest’anno l’intervenuta riabilitazione ha anticipatamente cancellato gli effetti della predetta legge. Non vi era dunque più alcun interesse di ottenere una decisione che riteniamo sarebbe stata favorevole».
Avv. Franco Coppi, Niccolò Ghedini, Andrea Saccucci e Bruno Nascimbene

Lo stesso Governo italiano, nel depositare il provvedimento di riabilitazione davanti alla Corte, ha lasciato intendere di ritenere ormai definitivamente venuta meno la materia del contendere.
La cessazione anticipata dell’incandidabilità per effetto dell’intervenuta riabilitazione di Berlusconi conferma la tesi prospettata dinanzi alla Corte europea secondo la quale l’incandidabilità costituisce una misura avente natura sostanzialmente penale e come tale soggetta al principio di irretroattività.