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Caso De Sousa: La Corte Europea avvia l'esame del ricorso contro il Governo Portoghese

(Nikki Kahn/The Washington Post via AP)
(Nikki Kahn/The Washington Post via AP)

Con una decisione del 7 febbraio 2019, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato il via all’esame in contraddittorio del ricorso presentato da Sabrina de Sousa contro il Portogallo

Sabrina De Sousa, rappresentata di fronte alla Corte Europea da un team di avvocati guidato dall’Avv. Prof. Andrea Saccucci, è un ex agente della CIA, condannata in contumacia dal Tribunale di Milano nel 2009 per il suo coinvolgimento nell’extraordinary rendition di Abu Omar. Sulla base di tale condanna, nel 2015 la De Sousa era stata arrestata in Portogallo per essere consegnata all’autorità giudiziaria italiana in esecuzione di un mandato di arresto europeo (MAE).

La consegna è stata, tuttavia, cancellata in extremis su richiesta della stessa autorità giudiziaria italiana che ha revocato il MAE in ragione della grazia parziale concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per effetto di tale provvedimento, la De Sousa ha potuto richiedere e ottenere l’affidamento in prova ai servizi sociali, che sta al momento svolgendo presso una ONLUS del Lazio.

Dinanzi alla Corte europea, la ricorrente lamenta il carattere arbitrario della procedura di estradizione avviata dal Portogallo su richiesta dello Stato italiano e la natura ingiusta delle misure limitative della libertà personale subite in attesa della definizione del procedimento di consegna, in violazione dell’art. 5 CEDU.

La comunicazione del caso al Governo portoghese, cui ora spetterà difendersi in contraddittorio con la ricorrente, rappresenta un importante risultato per la De Sousa e per lo Studio S&P, che auspicabilmente offrirà l’occasione per chiarire taluni aspetti ancora oscuri del caso Abu Omar.