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Civile

Lo Studio S&P offre un’ampia gamma di servizi di consulenza e assistenza legale, sia stragiudiziale sia giudiziale e arbitrale, in materia civile e commerciale destinata essenzialmente a privati, professionisti e piccole-medie imprese in Italia e all’estero. Grazie alle competenze specialistiche acquisite dai suoi componenti nel settore internazional-privatistico, lo Studio S&P viene spesso chiamato ad occuparsi di controversie transfrontaliere o transnazionali di particolare complessità, in cui sono coinvolti soggetti stranieri residenti in Italia ovvero soggetti italiani residenti all’estero. Lo Studio S&P ha maturato una rilevante esperienza in materia di responsabilità civile contrattuale ed extracontrattuale, legata specialmente al settore medico-sanitario e a quello bancario-assicurativo e degli investimenti, di azioni a tutela della proprietà e dei diritti reali, di contrattualistica interna e internazionale, di recupero crediti nei confronti di privati e pubbliche amministrazioni. I rapporti privilegiati di collaborazione con studi stranieri e la partecipazione a reti professionali internazionali consente allo Studio S&P di assistere i propri clienti anche dinanzi alle giurisdizioni di altri Stati.

  • Riparazione dei danni per eccessiva durata del processo »

    Lo Studio S&P vanta una consolidata esperienza in materia di azioni volte ad ottenere l’equa riparazione dei danni conseguente alla violazione del diritto alla ragionevole durata del processo ai sensi della l. 24 marzo 2001, n. 89, così come recentemente modificata dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla l. 7 agosto 2012, n. 134

  • Arbitrato e mediazione »

    I professionisti di S&P hanno maturato una significativa esperienza nel campo degli arbitrati interni in materia civile e commerciale. In particolare, l’avv. Andrea Saccucci è stato designato arbitro in diverse procedure arbitrali aventi ad oggetto controversie consortili nel settore della grande distribuzione alimentare. Diversi componenti dello Studio S&P hanno acquisito il titolo di mediatori professionisti e sono attualmente iscritti presso organismi di mediazione accreditati dal Ministero della Giustizia.  

  • Diffamazione a mezzo stampa e internet »

    Lo Studio S&P è punto di riferimento per l’assistenza di clienti italiani e stranieri in controversie, anche di carattere transnazionale, riguardanti la diffamazione a mezzo stampa, ivi compresa realizzata attraverso internet, la quale pone una serie di problemi ulteriori per via dell’ambito spaziale e temporale di diffusione delle notizie, primo fra tutti quello riguardante la corretta individuazione del foro competente. Tra le questioni più significative di cui lo Studio S&P si è recentemente occupato si segnala proprio quella relativa alla competenza giurisdizionale del giudice del luogo in cui l’attore ha il centro principale dei propri interessi (coincidente con il luogo di residenza) in materia di azioni di risarcimento del danno da diffamazione a mezzo internet (cfr., ad es., Corte di Giustizia dell’UE, cause riunite eDate Advertising GmbH c. X, C-509/09, e Olivier Martinez e Robert Martinez c. MGN Limited, C-161/10, sentenza 25 ottobre 2011).

  • Responsabilità medica »

    La responsabilità medica costituisce una delle aree civilistiche di maggiore impegno dello Studio S&P, nell’ambito della quale le competenze specialistiche maturate nel settore sanitario-farmaceutico, la conoscenza approfondita del funzionamento del “sistema salute” e l’approccio multidisciplinare che contraddistingue l’attività dei professionisti dello Studio rappresentano elementi di forza che assicurano un’elevata qualità, efficacia e affidabilità dell’assistenza legale prestata in favore sia dei medici e del personale medico-sanitario sia dei pazienti.  Lo Studio S&P è, inoltre, in grado di fornire consulenza a medici e strutture sanitarie pubbliche e private relativamente alla stipula di contratti di assicurazione, attività che costituisce un momento di assoluta centralità in un ambito – quello della responsabilità medica – sempre più caratterizzato da un eccesso di contenzioso per malpractice dagli esiti imprevedibili. In quest’ottica, lo Studio S&P attribuisce notevole importanza allo strumento della mediazione quale opportunità per la definizione conciliativa dei conflitti in materia medico-sanitaria.

  • Risarcimento danni da mancato recepimento di direttive europee »

    Lo Studio S&P ha maturato una significativa esperienza nel campo delle azioni di risarcimento danni nei confronti dello Stato per mancato o tardivo recepimento di direttive europee (cfr., per tutte, Corte di Giustizia, Francovich e altri, cause riuniteC-6/90 e C-9/90, sentenza 19 novembre 1991). Attualmente, lo Studio SFP si sta occupando di questo tema a proposito dell’annoso contenzioso riguardante la remunerazione dei medici specializzandi negli anni dal 1993 al 2006, che, ove si concludesse con esito positivo per i ricorrenti, consentirebbe loro di ottenere la corresponsione delle differenze tra l’importo della borsa di studio percepita e il ben maggiore importo della retribuzione erogata ai loro colleghi a decorrere dal 2007. La stessa questione è, peraltro, già pendente dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo a motivo del rifiuto delle giurisdizioni nazionali di ultima istanza di rimettere la questione in via pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’UE (cfr. Corte EDU, Schipani e altri c. Italia, ricorso n. 38369/09). 

  • Tutela della reputazione on-line e diritto all'oblio »

    Lo Studio S&P offre consulenza e assistenza legale nei casi di lesione della reputazione e/o della privacy a seguito della pubblicazione sul web di notizie non veritiere o di scarso interesse pubblico. Si tratta del c.d. “diritto all’oblio”, ossia il diritto di un individuo ad essere dimenticato, o meglio, a non essere più ricordato per fatti che in passato sono stati oggetto di cronaca. Esso rientra ovviamente nella tutela della privacy, ma dal generale “diritto alla riservatezza” si distingue nettamente per il fatto che, in questo caso, l´interesse di cui si richiede la tutela ha ad oggetto notizie già divulgate e, pertanto, sfuggite alla sfera di appartenenza esclusiva del titolare, delle quali si vuole impedire una nuova circolazione (sul tema cfr. Corte di Giustizia dell’Unione Europea, causa C-131/12, sentenza del 13 maggio 2014). I professionisti dello Studio S&P sono in grado di occuparsi di tutte le attività necessarie per garantire il rispetto del “diritto all’oblio” dei propri clienti, potendo essi fornire assistenza non solo nella fase stragiudiziale – attivando la procedura per la richiesta di cancellazione della notizia indesiderata presso il motore di ricerca interessato -, ma anche nella successiva ed eventuale fase dinanzi all’Autorità Garante per i dati personali e/o dinanzi all’autorità giudiziaria.

  • Tutela delle vittime di disastri aerei e navali »

    Lo Studio S&P fornisce assistenza legale giudiziale e stragiudiziale alle vittime di disastri aerei e navali avvalendosi della sua qualificata rete di partner internazionali e dell'esperienza maturata dai professionisti operanti nell'ambito del Global Justice Network. Fra i componenti del Global Justice Network vi sono studi legali italiani, greci, inglesi, statunitensi e olandesi che hanno una competenza specializzata nella gestione di sinistri aerei e marittimi e che si sono occupati tra l'altro dei seguenti casi: il caso del traghetto AL SALAM BOCCACCIO 98, affondato a seguito di un incendio nel Mar Rosso nel 2006; l'affondamento del traghetto EXPRESS SAMINA nel mar Egeo; l'affondamento della nave da crociera SEA DIAMOND nella baia di Santorini; l'affondamento della nave da crociera COSTA CONCORDIA all'isola del Giglio; il disastroso incendio del traghetto DONA PAZ nelle Filippine; l'incendio a bordo dell’AEGEAN WIND; la collisione tra le navi BALTIC ACE e CORVUS J. al largo di Rotterdam; la collisione tra la nave ATLANTIC COMET ed un peschereccio in Grecia; la collisione fra le navi KARAM I e ALEXANDER DP in Bulgaria; l'affondamento della nave KEPHI nel Mediterraneo; la collisione del traghetto SAMAINA con il sottomarino militare KOSTAKOS in Grecia; l'affondamento del peschereccio LYBERIOS in Grecia.

    Attualmente lo Studio SFP, per il tramite del Global Justice Network, è direttamente coinvolto nella tutela dei passeggeri e dei familiari delle vittime dell'incendio che si è sviluppato il 28 dicembre 2014, per cause ancora da accertare, a bordo del traghetto NORMAN ATLANTIC, provocando la morte di varie persone (alcune delle quali di nazionalità italiana) e il ferimento di molte altre. Per maggiori informazioni potete consultare il sito web dedicato http://www.norman-atlantic.com/italiano.html oppure potete contattare direttamente il nostro Studio (scrivici)

    Il quadro normativo

    La materia della responsabilità e della copertura assicurativa per sinistri marittimi è oggi in larga misura governata dal Regolamento Europeo (CE) 392/2009 del 23 aprile 2009, relativo alla responsabilità dei vettori che trasportano passeggeri via mare in caso di incidente, che ha introdotto nello spazio giuridico europeo, a far data dal 1 gennaio 2013, la Convenzione di Atene del 1974, relativa al trasporto via mare di passeggeri e del loro bagaglio come emendata dal relativo Protocollo del 2002. Tale normativa, che si applica certamente all’incidente che ha coinvolto il Norman Atlantic (cfr. art. 2), prevede che la responsabilità per il sinistro potrà far capo sia al vettore contrattuale, cioè colui che ha, o per conto del quale, è stato concluso un contratto di trasporto (e, cioè, nella specie, la società greca ANEK Lines che aveva noleggiato l’imbarcazione); sia al “vettore di fatto” cioè la persona diversa dal vettore, sia essa proprietario, noleggiatore o armatore, che esegue effettivamente la totalità o parte del trasporto (e, cioè, nella specie la società italiana VISEMAR proprietaria dell’imbarcazione). Poiché l’incidente verificatosi sul Norman Atlantic è qualificabile come “sinistro marittimo” (trattandosi di incidente in mare: cfr. art. 3, par. 5, lett. a, della Convenzione di Atene), il vettore è responsabile per morte o lesioni personali (i quali possono comprendere anche traumi psicofisici, sofferenza di ordine psichico ecc.) per danni non eccedenti 250,000 Diritti Speciali di Prelievo (DSP) (i.e. alla rata odierna circa € 280.000), salvo che l’evento non risulti da atti di guerra o casi assimilabili, o sia causato da atto o omissione intenzionale di un terzo (per esempio un attentato). Per i sinistri che provocano un danno superiore a tale soglia, il vettore è responsabile a meno che non provi che l’evento non è imputabile a colpa o negligenza sua o dei suoi preposti. Ne consegue che fino al limite di € 280.000 ca. la responsabilità è pressoché oggettiva (assoluta), mentre oltre tale limite il vettore dovrà provare la sua estraneità all’evento. In ogni caso, il vettore è tenuto a versare un anticipo di pagamento congruamente proporzionato al danno, anticipo che, in caso di morte, non potrà essere inferiore a 21.000 DSP (€ 23.500 ca.).

    Per quanto riguarda, invece, i danni derivanti dalla perdita o dal danneggiamento del bagaglio a mano, il vettore risponderà soltanto se l’evento dannoso è imputabile a sua colpa o negligenza, ma queste si presumono (salvo prova contraria) nel caso di danni provocati – come nella specie – da incidente marittimo. Infine, per i danni derivanti dalla perdita o dal danneggiamento di bagagli diversi dal bagaglio a mano, il vettore risponderà soltanto se l’evento dannoso è imputabile a sua colpa o negligenza (che, però, non si presumono).

    La Convenzione di Atene e il Regolamento prevedono l’obbligo di assicurazione per il vettore, che non può essere inferiore a 250.000 DSP (coerentemente con il principio della responsabilità oggettiva fino a tale soglia). La Convenzione prevede inoltre che la responsabilità sia limitata per ciascun passeggero a 400.000 DSP (pari a circa € 450.000) per i danni da morte o lesioni, a meno che il vettore sia responsabile per dolo, dolo eventuale o colpa con previsione dell’evento (e, cioè, nei casi più gravi di responsabilità). La soglia massima è, invece, fissata a 2.250 DSP (pari a circa € 2.700) per passeggero in caso di perdita o danni al bagaglio a mani, a 12.700 DSP (pari a circa € 15.150) per veicolo in caso di perdita o danni ai veicoli (compresi tutti i bagagli trasportati sopra o all’interno), ed a 3.375 DSP (pari a circa € 4.000) per passeggero in caso di perdita o danni a bagagli diversi da quelli a mano o da quelli trasportati su veicoli.

    Inoltre, in base alle Guidelines che sono state emesse dall’IMO in relazione all’adesione del Protocollo 2002 è previsto che gli Stati possano apporre alla Convenzione una riserva al fine di aggiungere alla soglia individuale di risarcimento per responsabilità oggettiva in caso di sinistro marittimo (250.000 DSR) un limite globale di risarcimento di 340 milioni SDR (pari a circa € 381 milioni). Non risulta che l’Italia si sia avvalsa di tale possibilità. Si noti che comunque la Convenzione fa salvo il diritto dell’Armatore e del Noleggiatore di invocare il limite di responsabilità generale previsto dalla Convenzione del 1976 sulla limitazione della responsabilità per crediti marittimi, come modificata dal protocollo del 1996, che prevede un limite calcolato sul tonnellaggio della nave che, nella specie, si aggira intrno ai ai € 15 milioni, limite tuttaviaanch’esso superabile nei casi di responsabilità per dolo, dolo eventuale o colpa con previsione dell'evento. Pur non essendo tale Convenzione ratificata dall’Italia, il d.lgs. 28 giugno 2012, n. 111,ha istituito l’obbligo per l’Armatore dell’assicurazione dei crediti marittimi (inclusi quelli derivanti da sinistro). Il limite in base a tale legge è pari a 175.000 DSP (circa € 196.000) per il numero di passeggeri che la nave è autorizzata a trasportare.

     

     

  • Tutela dei consumatori e degli utenti web

     

     

  • Tutela della privacy e dati sensibili

  • Contratti bancari e finanziari

  • Danni da prodotto e azioni collettive

  • Risarcimento vittime di reati e crimini internazionali